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Caffè e tè disidratano davvero: la risposta che sorprende chi li beve ogni giorno

Cristina Lusettidi Cristina Lusetti· 26/08/2026 06:32
Caffè e tè disidratano davvero: la risposta che sorprende chi li beve ogni giorno

No, caffè e tè non disidratano. È uno dei miti più radicati sulla nutrizione, ma la scienza è categorica: le bevande caffeinate contribuiscono al bilancio idrico giornaliero esattamente come l'acqua. Chi beve caffè o tè ogni giorno non sta perdendo più liquidi di quanto ne introduca. La confusione nasce da uno studio datato degli anni Novanta, frainteso e amplificato nel tempo fino a diventare verità universale.

Perché il mito persiste

La caffeina ha proprietà diuretiche lievi. Agisce sui reni aumentando leggermente l'eliminazione di sodio, che trascina con sé acqua. Ma l'effetto è minimo e temporaneo, soprattutto in chi consume caffè regolarmente: il corpo sviluppa tolleranza e riduce la risposta diuretica dopo pochi giorni di assunzione costante.

Uno studio della University of Birmingham ha dimostrato che quattro tazze di caffè al giorno non modificano significativamente lo status di idratazione rispetto all'acqua pura. I ricercatori hanno misurato il volume plasmatico e le concentrazioni di elettroliti: nessuna differenza rilevante tra i due gruppi dopo una settimana.

Il punto critico: la caffeina dilata i vasi sanguigni e aumenta la frequenza cardiaca, sensazioni che il nostro cervello interpreta come "disidratazione imminente" anche quando non lo è. Ecco perché chi beve molto caffè spesso ha la percezione soggettiva di essere disidratato, mentre oggettivamente non lo è.

Quanto conta la quantità

Come sempre in nutrizione, la dose è il veleno. Fino a 400 mg di caffeina al giorno (circa quattro tazze di caffè filtrato) rientrano nei limiti di sicurezza secondo l'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare. A queste quantità, l'effetto diuretico netto è irrilevante.

Chi consuma dosi massicce—dieci tazze, bevande energetiche, integratori—può effettivamente perdere più liquidi del solito. Ma qui non si parla di consumo quotidiano consapevole: si parla di abuso.

Un aspetto spesso ignorato: il tè contiene meno caffeina del caffè (25-50 mg per tazza contro 95-200 mg), quindi il suo effetto diuretico è ancora più trascurabile. Eppure il mito include indistintamente entrambe le bevande.

La realtà dell'idratazione

Il nostro corpo mantiene l'equilibrio idrico attraverso meccanismi sofisticati. Se bevi caffè, introduci comunque 200-300 ml di acqua per tazza. Quella quantità non scompare magicamente: una parte rimane nel corpo, compensando qualsiasi perdita diuretica aggiuntiva.

Per comprendere meglio i fattori che influenzano il fabbisogno idrico quotidiano, è utile consultare come e quando bere consapevolmente, piuttosto che affidarsi a regole rigide e senza contesto.

La vera minaccia all'idratazione non è il caffè: sono le bevande zuccherate, l'alcol, il sudore eccessivo, l'attività fisica intensa o le condizioni di caldo estremo. In questi scenari, l'acqua rimane la scelta migliore, ma non perché il caffè sia un "disidratante" da evitare.

Abitudini consapevoli

Durante i miei anni all'estero, ho notato come diverse culture affrontino il consumo di caffè e tè. In molte regioni europee e asiatiche, queste bevande sono integrate naturalmente nella routine idrica senza ansia o restrizioni. Il benessere mentale gioca un ruolo cruciale: lo stress di preoccuparsi costantemente se il caffè ci stia disidratando causa più danno di quanto non faccia la bevanda stessa.

Se ami il caffè, bevilo. Se ama il tè, bevilo. L'importante è che contribuisca al tuo apporto totale di liquidi e che non superi i limiti di caffeina consigliati. Per verificare la qualità di ciò che consumi, prestare attenzione agli ingredienti e alle etichette è fondamentale: scopri come leggere le etichette per scelte consapevoli.

Il mito della disidratazione da caffè è caduto sotto il peso della ricerca scientifica. Continuare a ripeterlo, decennio dopo decennio, significa ignorare ciò che gli studi ci dicono. E in tema di salute, ignorare la scienza è il vero rischio.

Cristina Lusetti
Cristina Lusetti

Cristina ha vissuto per alcuni anni all'estero, dove ha approfondito la cucina vegetariana e la mindfulness come strumenti per affrontare lo stress da lavoro. Oggi scrive di salute mentale e abitudini alimentari consapevoli, ispirandosi alle proprie esperienze multiculturali.